Perché si soffre?

sofferenza

Quando attraversiamo un periodo difficile ci chiediamo spesso come mai capiti proprio a noi e perché dobbiamo affrontare queste sofferenze. Capita spesso di chiederci “Perché si soffre?”.

E’ difficile dare una risposta univoca a questa domanda ma possiamo considerarla da alcuni punti di vista. Il dolore fisico ad esempio può sembrare inutile e fastidioso, ma, ad un’analisi più attenta, ci fa capire che è necessario ed utile: pensiamo al bambino piccolo che tocca il fuoco e si brucia, sente dolore e sicuramente impara qualcosa ben prima di capirla razionalmente. L’associazione immediata che fa è quella che quella cosa che ha toccato è dolorosa e che non deve rifarlo; questo tipo di apprendimento è più rapido e comprensibile di una spiegazione da parte dei genitori. Questo non vuol dire che i genitori non devono spiegare le cose o che lo devono lasciare bruciare, ma l’esempio ci serve per capire l’importanza del dolore fisico in queste semplici situazioni.

Le cose iniziano a complicarsi già quando i dolori fisici non sono dovuti ad un comportamento semplice come quello appena esposto o, ad esempio, l’ingestione di cibi scaduti o velenosi. La sofferenza collegata a malattie croniche, invalidanti e comunque non dovute ad una causa facilmente individuabili ci sembra ancora più difficile da spiegare. In questo caso ci si pone delle domande sul senso della vita e della sofferenza a cui non è facile dare risposta. Anche in questo caso è possibile approfondire la questione e ricordarci che l’uomo ha già fatto dei passi enormi nell’affrontare le malattie e che la vita media si è allungata; al tempo stesso però dobbiamo ricordarci di essere mortali e che il nostro fisico va incontro a deterioramento e alla comparsa di patologie. Può sembrare strano ma il fatto che non siamo immortali è fondamentale per la sopravvivenza della specie: l’umanità, così come gli animali, sopravvive perché si rinnova continuamente, anche se i singoli elementi hanno non durano in eterno, anzi proprio grazie a questo, dal momento che la Terra (con le sue risorse limitate) non potrebbe ospitare tutti gli uomini per un tempo illimitato.

L’ultimo aspetto da considerare è che la sofferenza spesso non è legata a patologie fisiche o non si riduce solo a queste. Pensiamo alla sofferenza legata a piccoli eventi della vita o a quella di una persona che soffre di attacchi di panico o di depressione. Anche in questi casi a prima vista sembra difficile dare un senso a questa sofferenza e capire quale utilità abbia. Eppure con un lavoro di esplorazione del proprio mondo interno è possibile comprendere meglio anche la sofferenza psichica e capire che utilità abbia all’interno della propria vita. Spesso questa nuova conoscenza di sé apre le porte ad una vita più gratificante e più soddisfacente sia a livello scolastico e lavorativo, sia a livello relazionale e intrapsichico.

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather
facebooktwittergoogle_pluslinkedinrssyoutubeby feather

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>